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lunedì 13 ottobre 2008

segmento 4 -

Lo confesso non e' mio questo trucco, ma e' un suggerimento di Nosari, ma mi e' parso molto utile e quindi ve lo propongo.
Per scavare le verdure (zucchine, pomodori etc) torna comodo farlo con un cucchiaino da bibita con l'estremita' affilata. Purtroppo non si trovano gia' pronti, ma bisogna prepararselo o da soli o dall'arrotino (se si riescono a trovare), ma ne vale la pena, la fatica e' dimezzata e le verdure restano integre e belle sode.

Grazie Gianluca per le tue chicche. Sono certa che non ti scoccerà che l'ho proposta anche nel mio blog

2 commenti:

Circe ha detto...

Intossicazioni alimentari: Esistono alimenti che diventano tossici nel tempo. Come riconoscerli? In alcuni casi, da segnali elementari ed evidenti.
“Le patate”, spiega Antonio Malorni, direttore dell’Istituto di scienza dell’alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino, “contengono i glicoalcaloidi solanina e chaconina, inibitori della colinesterasi e teratogeni (in grado cioè di indurre malformazioni qualora una donna venga esposta a esse durante la gravidanza o prima), presenti mediamente in una proporzione di cinque milligrammi per cento grammi (ossia lo 0,005%), anche se la concentrazione cambia nei diversi cultivar del tubero (fino a 20 mg/100g siamo nella concentrazione di non tossicità). Le maggiori concentrazioni di solanina si trovano nella buccia delle patate inverdite per esposizione alla luce, nei germogli e zona circostante, negli steli e 'genericamente' nelle patate infestate o ammaccate, mal conservate, immature. In questi casi, i glicoalcaloidi possono raggiungere livelli letali per l’uomo. Fortunatamente i nostri sensi ci avvisano: al di sopra dei 14 mg/100g le patate assumono un sapore amarognolo e intorno a 20 mg/100g, limite di concentrazione oltre il quale diventano pericolose, generano una sensazione di bruciore nella bocca e nella gola”.
Anche sul basilico occorre fare alcune precisazioni. “Le foglie giovani”, prosegue Malorni, “contengono molto più metileugenolo, un agente cancerogeno contenuto anche in altri aromatizzanti come lo zenzero, rispetto a quelle già sviluppate, in cui questa sostanza si trasforma nell’innocuo eugenolo. Quindi, per precauzione, è preferibile non ultilizzare foglie giovani in cucina”. Regola nota in genere a chi cucina, talvolta viene però disattesa.
Per il prezzemolo, invece, c'è da sottolineare che contiene l'apiolo, che ha un effetto antibiotico (che interferisce con l'equilibrio della normale flora intestinale), e ossitocico, aumentando la contrattilità dell'utero ipotonico. “Per questo”, prosegue Malorni, “il prezzemolo in grandi quantità, di almeno centinaia di grammi, un tempo veniva utilizzato come abortivo. In cucina, quindi, è opportuno aggiungerlo all'ultimo momento per goderne dei benefici e dell'aroma senza esaltarne la tossicità”.

angicook ha detto...

Ciao Circe,
benvenuta nel mio blog. Scusami se non ho pubblicato prima il tuo commento, ma sono riuscita a recuperarlo solo ora. Apprezzo le informazioni che ci hai fornito e saperne un poco di piu' non guasta mai, anzi e con me trovi terreno fertile. L'unica cosa che mi lascia un po' freddina e' che quando si danno questi tipi informazioni, di solito l'autore della ricerca li convalida con una casistica raccolta su un campione di persone e verificate in laboratorio e qui non ne trovo. A proposito di casistiche ne fornisco io una casalinga sul prezzemolo che puo' anche essere un valido aiuto per le neo mamme. Al mio paese viene usato il gambo del prezzemomo, bagnato nell'olio d'oliva, per stimolare l'ultima parte dell'intestino dei piccoli che soffono di stipsi. L'ho sperimentato personalmente sui miei figli, mia mamma su di me, mia nonna e bisnonna. Ancora oggi e' una metodo molto diffuso e di sicura efficacia.
Spero verrai ancora a predere un caffe' con me, se sempre la benveuta.
A presto